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Cosa fare se un amico/un’amica è vittima di «cybermobbing»?

1. Considerate innanzitutto con precisione quanto realmente accaduto.
Si tratta di un litigio tra amici o amiche messo in atto con i nuovi mezzi informatici o vostro figlio subisce ripetutamente attacchi e molestie da parte di persone che si nascondono dietro il velo dell’anonimato? Vostro figlio conosce chi si nasconde dietro a questi episodi o il bullismo ha assunto dimensioni tali da non poterle più controllare?
Se gli autori sono più o meno noti, cercate di intavolare un discorso con gli adolescenti e i ragazzi, con i genitori ed eventualmente con gli insegnanti, qualora gli episodi di bullismo dovessero avere luogo in ambito scolastico. Discutete tra adulti su quali siano le misure da adottare e coinvolgete anche i ragazzi. Cercate di risolvere il conflitto in primo luogo tra le persone interessate.

2. Modificate le informazioni di contatto di vostro figlio.
Cambiate l’indirizzo e-mail e, se necessario, anche il numero di cellulare di vostro figlio, affinché non sia più esposto agli attacchi di bullismo. Consigliategli di modificare il suo nickname anche nelle community e nelle chat room. Comunicate le coordinate degli autori di questi crimini ai gestori delle community o delle chat, esortandoli a rimuovere i contenuti ingiuriosi, le foto e i filmati imbarazzanti che ritraggono vostro figlio.

3. Rivolgetevi ad organizzazioni professionali se non riuscite più a difendervi da soli.
Se vostro figlio è rimasto vittima di cyberbullismo e non sapete più che cosa fare, rivolgetevi ad un consultorio di aiuto alle vittime di reati. Se vostro figlio vi ha parlato di questi attacchi, avvertite i suoi insegnanti. Le unità di intervento regionali che si occupano di aiuto alle vittime di reati oppure il Gruppo visione giovani della Polizia cantonale ticinese possono indicarvi se e in quale misura gli attacchi siano giuridicamente punibili, e in quali casi sia utile sporgere denuncia alla polizia. Nella legge vi sono articoli in grado di proteggere le persone da attacchi all’onore, da insulti e ingiurie. Il diritto penale punisce inoltre le minacce, le molestie sessuali e i ricatti, e con una denuncia gli autori possono essere strappati all’anonimato. Raccogliete tutte le ingiurie e gli attacchi come eventuali prove.

L'opuscolo sul "cybermobbing" può essere scaricato in formato PDF.

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