FAQs

Quali forme di phishing esistono?

Se l’attacco di phishing è veicolato tramite servizi di messaggistica, si parla di “smishing” (contrazione dei termini “SMS” e “phishing”). Se invece avviene per telefono, si parla di “vhishing” (contrazione dei termini “voice” e phishing”).

Qual è la situazione giuridica in caso di stalking?

Dal 1° gennaio 2026, lo stalking è considerato un reato penale in Svizzera. Nel Codice penale (CP) è quindi stato inserito un nuovo articolo di legge (art. 181b) denominato “Atti persecutori”: Chiunque insistentemente segue, molesta o minaccia una persona in una maniera atta a limitarne considerevolmente il libero modo di vivere, è punito, a querela di parte. Lo stalking costituisce quindi un reato perseguibile a querela di parte. Chiunque si senta vittima di stalking può sporgere denuncia in polizia e ottenere in tal modo l’avvio di un’indagine nei confronti dello o della stalker. Si possono adottare misure anche a livello di diritto civile (art. 28b e 28c CC).

Che ruolo svolge lo spazio pubblico in materia di prevenzione della violenza giovanile?

Se per i bambini piccoli è soprattutto la famiglia e per i giovanissimi è poi la scuola a fungere da ambienti principali di vita e di apprendimento, in età adolescenziale il raggio di azione si estende progressivamente. In questo contesto, cambiano anche i fattori sia di protezione sia di rischio che determinano un comportamento violento da parte dei/delle giovani. Consumo di alcol e droghe, attività ricreative non strutturate, frequenti uscite serali, scarso controllo sociale, una cerchia di amici tendente a delinquere e quartieri problematici possono costituire fattori di influenza importanti per l’insorgere di comportamenti violenti.

Per prevenire la violenza giovanile è fondamentale mettere a disposizione spazi pubblici e offerte ricreative e consentire ai/alle giovani che vivono situazioni problematiche di entrare in contatto con gli specialisti del settore. Per prevenire efficacemente la violenza giovanile, bisogna mettere a punto strategie che combinano misure preventive e misure disciplinari e d’intervento appropriate. In Svizzera sono già state attuate numerose misure valide come per esempio la promozione dello sviluppo dei quartieri, l’organizzazione di attività ricreative facilmente accessibili, la prevenzione della violenza nelle associazioni e nell’ambito di manifestazioni sportive oppure la prevenzione dei conflitti e l’intervento nello spazio pubblico da parte di unità mobili di lavoro giovanile (streetwork) e di squadre di polizia specializzate in giovani.

Che ruolo svolge la scuola in materia di prevenzione della violenza giovanile?

I/Le bambini/e e i/le giovani passano molto tempo a scuola. La loro qualità di vita e i loro comportamenti sono quindi fortemente influenzati dai rapporti con i/le coetanei/e e gli/le insegnanti. La scuola svolge quindi un ruolo importante nello sviluppo sociale degli/delle allievi/e, ma è anche un luogo dove si manifestano varie forme di violenza. Per questo motivo, la scuola ha il dovere di occuparsi di prevenzione della violenza. Per prevenire la violenza nelle scuole, si dovrebbero osservare i punti illustrati qui di seguito.

  • La promozione di un ambiente favorevole a tutti gli attori della scuola è la base indispensabile per attuare con successo le misure di prevenzione. La gamma di interventi per raggiungere una coesistenza armoniosa è ampia: migliorare l’ambiente scolastico, stabilire regole e sanzioni chiare, elaborare una carta d’istituto, creare strutture partecipative ecc.
  • Anche l’azione precoce e mirata nei confronti di comportamenti problematici come il mobbing a scuola o l’assenteismo scolastico dovrebbe rientrare nelle misure di una strategia della prevenzione della violenza in ambito scolastico.
  • La formazione degli/delle insegnanti è un elemento imprescindibile per prevenire la violenza, per esempio aggiornando le loro conoscenze sulle nuove forme di violenza come il cyberbullismo e sensibilizzandoli ai processi d’intervento precoce.
  • La collaborazione con i genitori è fondamentale. Quali principali responsabili dell’educazione dei loro figli, i genitori devono essere coinvolti in qualsiasi processo di prevenzione o intervento.
  • Grazie ad un concetto d’intervento in caso di situazioni di crisi, quando si verificano eventi gravi si può reagire in modo efficace ed adeguato, coinvolgendo i partner giusti e avvalendosi delle risorse più indicate. A tale fine, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha elaborato una guida pratica (disponibile in francese e tedesco) come base per elaborare un tale concetto.

Che ruolo svolge la famiglia in materia di prevenzione della violenza giovanile?

Durante l’intero sviluppo del bambino, la famiglia assume un ruolo centrale anche per la prevenzione della violenza. E questo per due motivi: da un lato, i fattori di rischio familiari sono corresponsabili dell’insorgere di problemi comportamentali nell’infanzia e nell’adolescenza; dall’altro, le cure dei genitori sono indispensabili per un buono sviluppo emotivo e sociale del bambino.

  • Una prevenzione basata sulla famiglia serve ad aiutare i genitori a sostenere il proprio figlio risp. la propria figlia nel suo sviluppo linguistico, sociale, fisico, cognitivo, emotivo, morale e musicale, e questo in tutte le fasi della sua vita. D’altra parte, tale prevenzione permette di evitare pratiche educative disfunzionali e che rafforzano l’aggressività e il conflitto. In Svizzera, le misure di prevenzione basate sulla famiglia sono attuate sia da attori privati che pubblici.
  • In caso di problemi, sono poi le autorità stesse a disporre delle misure, come per esempio corsi obbligatori per genitori, accompagnamento familiare (accompagnamento familiare sociopedagogico, lavoro familiare orientato alle competenze, ecc.), oppure anche il collocamento esterno in famiglie affidatarie. Di regola, queste misure sono pronunciate dall’autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA).
  • La prevenzione della violenza in famiglia non si rivolge però solo a genitori, nonni o ad altre persone che accudiscono i minori, bensì anche agli stessi bambini e giovani. In quest’ambito vanno per esempio citate le misure contro la violenza nelle relazioni amorose giovanili oppure la violenza esercitata dai/dalle giovani nei confronti di genitori, fratelli, sorelle e nonni.

Cosa si può fare in generale per combattere la violenza giovanile?

Le misure di politica sociale possono anche svolgere un’azione di prevenzione della violenza, se consentono per esempio di rafforzare le competenze sociali dei/delle giovani. Questo può avvenire lavorando direttamente con i/le giovani oppure indirettamente in determinati setting (p. es. gruppi di giovani, famiglia e scuola). Nel contempo, anche le misure volte a migliorare le condizioni quadro strutturali – contesto abitativo e quartiere, promozione dell’accesso al mondo del lavoro e dell’integrazione – forniscono un importante contributo alla prevenzione della violenza. In quest’ottica, una politica d’integrazione o di formazione mirata ed efficace svolge sempre un’azione di prevenzione della criminalità.

L’individuazione precoce e l’intervento precoce svolgono un ruolo di centrale importanza nella prevenzione della violenza giovanile. Inizialmente, tali concetti erano stati sviluppati per prevenire le dipendenze. Nel frattempo, tali approcci sono ora applicati anche ad alti settori della prevenzione, e in particolare alla prevenzione della violenza. In quest’ambito è presente un principio importante: gli interventi dovrebbero mirare non solo a ridurre i rischi, bensì anche a rafforzare l’individuo e le sue risorse.

Cosa fa la polizia per contenere la violenza giovanile?

In Svizzera, diversi corpi di polizia hanno inoltre creato dei servizi per la gioventù che si occupano di intervento e prevenzione in relazione con i/le giovani. Qui trovate una panoramica di tutti i servizi per la gioventù creati dai vari corpi di polizia.

Vi è una differenza fra diritto penale degli adulti e diritto penale minorile in Svizzera?

Il diritto penale minorile svizzero ha prima di tutto come obiettivo di proteggere e rieducare i minori come pure di impedire che commettano altri reati nell’adolescenza o nell’età adulta. Affinché la risocializzazione sia coronata da successo è di centrale importanza applicare pene e misure tempestive e adeguate. Per questo motivo, nel corso di una procedura penale si procede sempre ad approfonditi chiarimenti sulle condizioni personali, familiari, scolastiche e professionali di un/a giovane così come sulle sue attività ricreative. Indipendentemente dal fatto che venga ordinata una misura educativa o terapeutica (p. es. una misura ambulatoriale o il collocamento in un istituto) o una pena (p. es. privazione della liberà, multa, ammonimento), questa deve essere commisurata all’autore o all’autrice, come pure avere un effetto educativo e preventivo per potere, se possibile, prevenire altri reati.

Per quanto riguarda la punibilità dei reati, non sussistono differenze fra diritto penale minorile e diritto penale degli adulti. In altri termini, ciò che è vietato agli adulti è anche vietato ai minori.

A partire da quale età i minori possono essere perseguiti penalmente in Svizzera?

In Svizzera, i giovani d’età compresa fra i 10 e i 18 anni sono assoggettati al diritto penale minorile composto dalla Legge federale sul diritto penale minorile (DPMin) e dalla procedura penale minorile (PPMin). I/le bambini/e sono penalmente maggiorenni già a partire dai 10 anni e, dal punto di vista penale, li si può quindi ritenere responsabili. Di regola, la maggiore età penale stabilisce l’età a partire dalla quale una persona può essere punita per un reato. Il comportamento inadeguato di bambini di età inferiore ai 10 anni è stabilito dall’autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) quando i genitori non sono in grado di intraprendere le misure del caso.

Come si manifesta la violenza giovanile?

La violenza giovanile può assumere forme diverse fra loro: violenza psichica e verbale (p. es. mobbing), violenza fisica e sessuale (p. es. risse, molestie sessuali) che può persino tradursi in aggressioni o addirittura in omicidio. Gli atti di violenza possono essere perpetrati contro persone, animali o oggetti (p. es. vandalismo). Quando si parla in generale di violenza giovanile, nella maggior parte dei casi non si fa una distinzione fra atti di violenza compiuti da giovani adulti (dai 18 ai 25 anni) o da minorenni (fino ai 17 anni). Eppure, quando i reati sono commessi da minorenni, la giustizia interviene diversamente applicando il diritto penale minorile, il cui obiettivo è prima di tutto la risocializzazione e non la punizione.

Cosa fa la polizia in caso di minacce?

La polizia svolge le indagini e le autorità di perseguimento penale devono stabilire se le minacce in questione rappresentano un avvertimento che può precedere una messa in atto. Alcuni Cantoni hanno già attivato un dispositivo cantonale di gestione delle minacce. Si tratta di un sistema che consente di individuare, valutare e disinnescare situazioni di minaccia o di messa in pericolo. In presenza di minacce è dunque sempre necessario valutare se si tratta di segni percorritori di atti violenti o di minacce proferite a vuoto.

Che fare in caso di minacce anonime?

Una forma particolarmente subdola è rappresentata dalle minacce anonime: non conoscendo gli estensori, le vittime sono difficilmente in grado di valutarne la serietà e ciò può essere fonte di ulteriori paure. La comunicazione tramite i media digitali è caratterizzata, tra l’altro, dal fatto che la distanza e il presunto anonimato abbassano la soglia di inibizione e favoriscono i comportamenti asociali. Anche le minacce proferite via Internet costituiscono reato e andrebbero comunque denunciate, in quanto le autorità di perseguimento penale possono, in determinati casi, identificare gli autori e redarguirli di conseguenza.

In caso di minacce bisogna far intervenire la polizia?

Le persone minacciate non devono esitare a rivolgersi alla polizia se ritengono che le minacce ricevute siano serie, ne hanno paura e le conseguenze paventate sono pesanti. Le minacce più gravi in assoluto sono naturalmente quelle di morte.

Il tipo di minaccia è rilevante ai fini del perseguimento penale?

Ai fini del perseguimento penale, è indifferente che la minaccia sia proferita per mezzo di immagini, scritti, media digitali o gesti (ad es. colpi di arma da fuoco in aria). La valutazione giuridica tiene sempre conto anche del contesto generale.

Quando si configura una minaccia nel senso penale del termine?

Ai sensi dell’art. 180 CP, la minaccia è un reato perseguibile a querela di parte se incute timore o spavento alla persona contro cui è proferita. Nell’ottica penale è irrilevante che chi l’abbia pronunciata intenda o meno metterla in atto.

Se le minacce sono articolate in un contesto violenza domestica, il colpevole è perseguito d’ufficio se: a) è il coniuge della vittima e la minaccia è stata commessa durante il matrimonio o nell’anno successivo al divorzio; o abis) è il partner registrato della vittima o l’ex partner registrato e la minaccia è stata commessa durante l’unione domestica registrata o nell’anno successivo al suo scioglimento; o b) è il partner eterosessuale o omosessuale della vittima, a condizione che essi vivevano in comunione domestica per un tempo indeterminato e la minaccia sia stata commessa durante questo tempo o nell’anno successivo alla separazione.

A quali sanzioni si espone chi tratta armi soft air in violazione della legge?

  • Coloro che offrono, alienano, procurano, acquistano, possiedono, fabbricano, riparano professionalmente, modificano, portano o introducono armi nel territorio svizzero senza averne diritto sono puniti con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria.
  • Chi ha agito per negligenza è punito con una multa. Nei casi di poca gravità si può prescindere da ogni pena.
  • È punito con una multa chi viola il dovere di diligenza nell’alienazione di armi, chi importa armi senza averne diritto, chi non segnala immediatamente alla polizia la perdita di un’arma o chi ricorre a forme di offerta vietate.

Quali disposizioni vanno osservate per l’importazione o l’esportazione di imitazioni di armi?

  • Chi intende introdurre a titolo privato imitazioni di armi nel territorio svizzero necessita di un’autorizzazione. Per informazioni in merito alla corrispondente richiesta si rimanda al sito Internet di fedpol.
  • L’esportazione definitiva a titolo privato presuppone un’autorizzazione ai sensi della legge sul controllo dei beni a duplice impiego rilasciata dalla Segreteria di Stato dell’economia SECO.
  • Chi intende importare a titolo professionale imitazioni di armi nel territorio svizzero, oppure esportarle, necessita della patente di commercio di armi bianche e di una corrispondente autorizzazione.

Cosa succede in caso di utilizzo di armi soft air o imitazioni di armi in violazione della legge?

Le armi portate senza diritto, ad esempio da minori o in un luogo pubblico, possono essere poste sotto sequestro delle autorità competenti.

Qualora sussista il rischio di un utilizzo illecito, in particolare se qualcuno è stato minacciato o ferito con l’arma in questione, questa può essere confiscata definitivamente.

Ho diritto di portare e trasportare un’arma soft air o un’altra imitazione di arma?

Il porto dell’arma è consentito solo nel quadro di una manifestazione di tiro che si svolge in uno spazio securizzato.

L’arma in questione deve essere trasportata dal proprio domicilio alla sede della manifestazione seguendo l’itinerario più diretto possibile.

Serve un’autorizzazione particolare per acquisire imitazioni di armi, scacciacani o armi soft air?

No, la vendita e l’acquisto di imitazioni di armi, scacciacani e armi soft air non sono soggetti ad alcuna autorizzazione particolare.

Come adulto, posso acquistare, possedere, vendere o cedere imitazioni di armi, scacciacani o armi soft air?

Sì, a condizione di rispettare le disposizioni vigenti. In particolare devono essere sempre garantite l’identificazione del venditore e la gestione corretta dell’arma.

Un minore può prendere a prestito un’imitazione di arma per esercitarsi o partecipare a competizioni?

  • Le armi soft air possono essere date in prestito a minori come armi da sport, a condizione che gli interessati possano dimostrare di praticare regolarmente il tiro a segno, che non figurino nel casellario giudiziale e che nulla lasci presagire un impiego dell’arma pericoloso per l’utilizzatore o altre persone.
  • Un’arma soft air è considerata un’arma da sport se il modello in questione è ammesso alle competizioni nazionali o internazionali.
  • Il rappresentante legale del minore o la società di tiro sono tenuti a comunicare il prestito entro 30 giorni all’ufficio delle armi cantonale competente tramite l’apposito modulo.

Quali oggetti sono considerati come armi dal 1° gennaio 2009?

  • Ai sensi di legge sono considerate armi anche le imitazioni di armi, le scacciacani e le armi soft air che per il loro aspetto possono essere scambiate per armi da fuoco vere.
  • Tra le armi nel senso legale del termine rientrano altresì quelle ad aria compressa o a CO2 che sviluppano un’energia alla bocca di almeno 7,5 joule o che per il loro aspetto possono essere scambiate per armi da fuoco vere.
  • Determinati coltelli e altri oggetti pericolosi concepiti per ferire le persone nonché tutti i dispositivi che producono elettrochoc e i prodotti spray (esclusi gli spray al pepe) sono pure considerati armi a tutti gli effetti.
  • Per determinate armi semiautomatiche, quali i fucili d’assalto 57 e 90, dal 15 agosto 2015 sono in vigore nuovi requisiti per l’acquisto, qualora esse non vengano rilevate direttamente dall’esercito. L’acquisizione di tali armi è consentita a tiratori sportivi, collezionisti e musei esclusivamente previa concessione di un’autorizzazione eccezionale.

Come funziona l’imbroglio degli annuari?

Il cosiddetto imbroglio degli annuari è una forma di raggiro ai danni di PMI o lavoratori indipendenti che si verifica con sempre maggiore frequenza. Le vittime ricevono, nella maggior parte dei casi per fax ma talvolta anche per telefono o e-mail, un invito a figurare in un annuario (di settore). Spesso sono già inseriti in un formulario i dati della persona o dell’azienda destinataria, che viene invitata a verificarli e a restituire il documento sottoscritto. Dichiarandosi d’accordo di figurare in un annuario «ufficiale» (in realtà privo di valore), questa stipula però un contratto solo apparentemente gratuito. In un angolo recondito del documento è infatti precisato, seppure in modo poco visibile, che l’inserimento nell’annuario avviene a titolo oneroso.

La trappola degli abbonamenti è utilizzata nel campo della pornografia?

Gli abbonamenti trappola sono uno degli strumenti più diffusi anche nell’industria pornografica per fare denaro facilmente. Una persona che naviga con il proprio smartphone su siti pornografici può, con un clic sul banner pubblicitario sbagliato (che ad esempio rimanda a un video), abbonarsi inconsapevolmente a un servizio erotico costoso.

Ho ricevuto dall’estero una diffida per violazione di diritti d’autore. Di cosa si tratta?

Accade sempre più spesso che persone residenti in Svizzera ricevano da studi legali con sede all’estero diffide per presunte violazioni dei diritti d’autore. Nella maggior parte dei casi, le lettere richiedono l’effettuazione di un pagamento. Ai destinatari viene, ad esempio, contestato il fatto di aver scaricato illegalmente musica o film da Internet o aver postato sui propri blog foto di cui altri detengono i diritti. A tal proposito, va precisato che in Svizzera scaricare musica o film per utilizzo personale non costituisce di per sé una violazione della legge. In genere, i professionisti che ricorrono a simili metodi puntano a guadagnare più denaro possibile, poco importa se a giusto titolo o meno. Nel timore di dover pagare in seguito importi ancora più elevati, molte persone versano l’ammontare richiesto anziché adire le vie legali.

Cosa sono i costi di roaming?

Per roaming si intende l’utilizzo di reti estere con smartphone, tablet o computer portatili. La navigazione in Internet all’estero tramite dispositivi mobili o le chiamate internazionali possono far salire in modo vertiginoso i costi di roaming. La domanda di questo tipo di servizi da parte di chi si trova all’estero è in costante crescita, dato che molti utenti non voglio rinunciare ai vantaggi della connessione permanente a Internet durante i viaggi di lavoro o le vacanze. Per non rendere inutilmente troppo salata la propria fattura di telefonia mobile a causa dei costi di roaming, è importante informarsi preventivamente in merito.

  • Fissi un limite di spesa per le tariffe di roaming. Non appena lo avrà raggiunto, il roaming non sarà più disponibile. In questo modo eviterà di pagare costi supplementari.
  • Fuori dalla Svizzera utilizzi, nei limiti del possibile, reti gratuite. Hotel, bar, ma anche istituzioni pubbliche mettono spesso gratuitamente a disposizione degli utenti le proprie WLAN. Tenga però conto che non tutte le reti locali garantiscono lo stesso livello di sicurezza.
  • I costi di roaming variano da un Paese all’altro: prima del viaggio si informi in modo specifico sulla sua destinazione.

Perché è d’obbligo la prudenza nei crediti offerti via Internet o tramite inserzioni sui giornali?

Aziende poco serie o addirittura truffaldine, attive in ambito finanziario, cercano di acquisire nuovi clienti offrendo loro crediti a tassi d’interesse a prima vista estremamente bassi, senza alcuna verifica di solvibilità e malgrado procedure d’esecuzione in corso. Le offerte sembrano allettanti, ma l’apparenza inganna. In Svizzera, tutti gli istituti finanziari sono tenuti per legge a verificare la solvibilità della persona interessata prima di concederle un credito. Di norma, l’emissione di un precetto esecutivo fa sì che il destinatario sia classificato come non solvibile e che quindi non possa beneficiare di un credito. Qualora un istituto finanziario contravvenga a queste direttive può essere citato in giudizio.

Come mai negli acquisti online sorgono talvolta costi di spedizione eccessivi?

Le potenzialità di Internet possono essere sfruttate anche per arricchirsi in modo poco ortodosso, creando ad esempio negozi online per smerciare prodotti a prezzi eccessivi o con oneri occulti. In tale contesto, esistono diverse forme di raggiro.

Oltre agli ordini indesiderati e alle trappole degli abbonamenti un’ulteriore forma di imbroglio è rappresentata dagli oneri aggiuntivi. Tale pratica è messa in atto soprattutto da siti di vendite online che operano sul web con un dominio «.ch», ma che importano dall’estero la merce ordinata. Gli oneri supplementari in termini di imposta sul valore aggiunto e dazi doganali non sono indicati nel calcolo iniziale del prezzo e sono comunicati all’acquirente solo in un secondo tempo.

Prima dell’ordine definitivo di uno o più prodotti deve quindi sempre essere visualizzato un riepilogo che consenta al cliente di apportare eventuali correzioni. In talune circostanze, i visitatori di negozi online possono cadere anche nelle cosiddette trappole degli abbonamenti, nel caso in cui, senza esserne consapevoli né avere l’intenzione di farlo, sottoscrivano un contratto per servizi ricorrenti.

L’imbroglio è una forma di truffa?

L’imbroglio non è una truffa e quindi non ha rilevanza penale. Affinché un comportamento configuri una truffa nel senso legale del termine, il mistificatore deve ingannare con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando la verità. Il truffato, pur agendo secondo scienza e coscienza, non può dunque rendersi conto che l’affare non è ciò che sembra a prima vista. Nel caso dell’imbroglio, invece, l’interessato avrebbe potuto informarsi seppure con una certa difficoltà.

I confini tra truffa e imbroglio non sono però sempre così netti e la decisione di attribuire un comportamento all’una o all’altra fattispecie spetta in definitiva al tribunale.

Qual è la definizione di imbroglio?

«Imbroglio» è un termine colloquiale utilizzato spesso per designare transazioni effettuate a prezzi eccessivi. Nella maggior parte dei casi, «imbrogliare» significa indurre una persona male informata a sborsare, in circostanze fuorvianti, una somma di denaro sproporzionata per una determinata consulenza, un credito, un abbonamento o un bene.

Cosa fa la polizia nei casi di truffa in Internet?

Chi cade nella trappola di truffatori e truffatrici non dovrebbe vergognarsi di informare la polizia. I truffatori e le truffatrici hanno un modus operandi in parte molto raffinato, ed ognuno può, in determinate circostanze, diventare una loro vittima. Anche se in molti casi di truffa (soprattutto online) è improbabile riuscire a recuperare il denaro versato, si dovrebbe in ogni caso sporgere denuncia in polizia. Anche coloro che all’ultimo momento si rendono conto dell’inganno attuato da un truffatore o una truffatrice, dovrebbero subito segnalare il caso in polizia. Anche il tentativo di truffa è punibile!

E anche se, come detto precedentemente, soprattutto nel caso di questi delitti è quasi impossibile per la polizia rintracciare gli uomini e le donne che agiscono dietro le quinte, in quanto si nascondono dietro l’anonimato, si dovrebbe comunque sporgere denuncia. Solo in questo modo la polizia riceve informazioni sull’entità di questa forma di delitto, può creare interrelazioni ed eventualmente identificare approcci investigativi. Inoltre la polizia può rilevare con quali trucchi si truffano le persone. Grazie a queste conoscenze, i corpi di polizia cantonali e comunali possono fare una prevenzione mirata e mettere in guardia fasce di popolazione particolarmente a rischio.

A tale fine occorre disporre di prove importanti che dimostrano la truffa: lo «screenshot» (foto della schermata) dei falsi profili, il verbale della chat e/o l’intero scambio di e-mail. Le denunce possono essere sporte presso ogni posto della polizia.

Come funzionano le false richieste di aiuto finanziario?

Nel caso delle false richieste di aiuto finanziario, l’intento di truffatori e truffatrici è soprattutto di accedere agli indirizzi e-mail di terzi e di inviare a nome dell’indirizzo e-mail hackerato una richiesta di aiuto finanziario a tutte le persone nel suo indirizzario. In questo caso, i truffatori e le truffatrici mettono dapprima in atto un attacco di Hacking o Phishing per prendere il controllo dell’account dell’indirizzo e-mail di una persona. L’obiettivo di quest’azione è di copiare l’indirizzo e-mail di tutti i contatti contenuti nel suo indirizzario per poi inviare loro un’e-mail di richiesta di aiuto finanziario a nome della persona hackerata. In questa e-mail, i truffatori e le truffatrici inventano un caso d’emergenza, come per esempio dicono di trovarsi in difficoltà mentre si trovano in vacanza o durante un viaggio all’estero, e di essere stati derubati non solo di tutto il loro denaro, bensì anche dei propri documenti. L’e-mail termina con la richiesta di un aiuto finanziario per pagare la fattura dell’albergo e/o il biglietto d’aereo per rientrare a casa. I truffatori e le truffatrici chiedono insistentemente ai contatti di versare i soldi tramite un servizio di trasferimento di denaro. Non appena i soldi sono stati versati, il mittente si volatilizza e con esso anche il denaro versato.

Come posso evitare di cadere nel tranello della truffa dell’anticipo con il finto veicolo?

  • Diffidate di inserzioni di veicoli che sembrano troppo belle per essere vere. I tentativi di truffa in quest’ambito si riconoscono dai seguenti elementi tipici:
    • un prezzo straordinariamente interessante;
    • inserzioni con dati incompleti o insufficienti su veicolo e venditore;
    • vendita di un modello molto raro o di un oggetto ricercato da collezionisti;
    • al momento dell’acquisto viene messa premura (p. es. «l’offerta è valida solo fino a domani mattina»);
    • inserzioni con foto di catalogo invece di foto «vere e proprie» del veicolo;
    • veicolo o venditore si trova (apparentemente) all’estero und vor allem;
    • richiesta di un versamento anticipato senza aver priva visto il veicolo o aver fatto un giro di prova.
  • Se avete il presentimento che si tratti di una falsa inserzione, non contattate i venditori oppure, se lo avete già fatto, interrompete subito il contatto.
  • Non effettuate in nessun caso un versamento anticipato e soprattutto non ricorrete mai ai servizi di trasferimento di denaro come «Western Union» o «MoneyGram».
  • Per pagare un veicolo acquistato online, utilizzate sempre il metodo di pagamento proposto dal portale Internet risp. effettuate la transazione tramite la piattaforma.
  • Non inviate mai una copia dei vostri documenti personali come passaporto, carta d’identità, licenza di condurre o di circolazione ai venditori, anche se ve li chiedono. I truffatori e le truffatrici possono utilizzare questi documenti per mettere in atto altri tentativi di truffa.
  • Segnalate le false offerte alla piattaforma di vendita.

Come posso evitare di cadere nel tranello della truffa dell’anticipo con finti appartamenti o case di vacanza in affitto?

  • Contattate il locatore. Chiedetegli altre informazioni che non sono contenute nell’inserzione. Una telefonata può chiarire molte domande e magari smascherare i truffatori e le truffatrici.
  • Chiedete al locatore di preparare un contratto d’affitto, se desiderate prenotare un appartamento di vacanza al di fuori del portale Internet. Leggete attentamente il contratto prima di firmarlo. Tenete inoltre presente che ogni locatore può fissare lui stesso le proprie condizioni di pagamento e annullamento.
  • Scegliete un metodo di pagamento sicuro. Utilizzate il servizio di pagamento proposto dal rispettivo portale Internet.
  • Non pagate mai in anticipo o mediante servizi di trasferimento di denaro come «Western Union» o «MoneyGram».
  • Leggete accuratamente le valutazioni fatte sull’appartamento di vacanza in questione e valutate la loro credibilità.

Come posso evitare di cadere nel tranello delle false inserzioni immobiliari?

  • Non pagate mai una cauzione tramite un servizio di trasferimento di denaro senza avere prima ricevuto un contratto d’affitto valido e visitato l’oggetto in questione.
  • Ignorate le inserzioni di appartamenti il cui proprietario afferma di trovarsi all’estero e vi informa che vi farà arrivare la chiave per un sopralluogo dietro versamento di un deposito.
  • Ignorate le inserzioni in cui venite a scoprire che il proprietario (straniero) desidera affittarvi l’appartamento senza aver prima fatto un sopralluogo dietro versamento di una cauzione.
  • Ignorate le inserzioni di appartamenti che sembrano troppo belle per essere vere.

Cosa s’intende per «Romance Scam»/ «Love Scam»?

I termini inglesi «Romance Scam» o «Love Scam» designano una forma di truffa che colpisce le persone alla ricerca di un partner nel mondo virtuale di Internet. Questa forma di truffa è particolarmente subdola perché non svuota solo i conti in banca, bensì spezza anche i cuori delle vittime.

I truffatori e le truffatrici si spacciano, sotto falsa identità, per pretendenti innamorati in siti di incontri e sui media sociali. Corteggiano la loro vittima facendole complimenti e promesse d’amore, e poi tentano di sottrarle del denaro con storie commoventi.

Cosa s’intende per truffa dell’anticipo?

Per truffa dell’anticipo s’intende generalmente ogni forma di truffa in cui si deve versare un anticipo per ottenere in cambio una somma di denaro, un prodotto o una prestazione di servizio. I truffatori e le truffatrici inviano delle e-mail in cui spiegano in modo più o meno fantasioso come si può ottenere la somma di denaro, il prodotto o la prestazione di servizio in questione. Una volta ottenuto l’anticipo dalla loro vittima, i truffatori e le truffatrici fanno perdere le loro tracce e non pensano minimamente a fornire quanto proposto.

A cosa devo fare particolarmente attenzione negli shop online?

  • Fate attenzione a come i testi sono scritti nello shop online. L’ortografia è infatti un primo indizio per stabilire la serietà di un sito. La presenza di molti errori di ortografia indica che il sito non è stato creato con la dovuta serietà e pertanto appartiene ad un fornitore molto probabilmente poco serio. Una ditta seria si dà la pena di creare un sito con testi scritti in modo corretto ed accurato.
  • Fate attenzione alla presenza nel sito del marchio di qualità del Verband des Schweizerischen Versandhandels (VSV) (Associazione svizzera di vendita per corrispondenza) e del Trusted Shops. Sui due portali verificate inoltre se lo shop online in questione ha ottenuto a buon diritto il marchio di qualità oppure se tale marchio figura abusivamente nello shop.
  • Verificate molto attentamente le incredibili “offerte da cogliere al volo”. Informatevi sul fornitore e sui possibili costi supplementari come spese di sdoganamento o IVA. Anche se esistono delle buone offerte online, nessun commerciante regala la propria merce. Nel caso della presunta “offerta da cogliere al volo”, si tratta di merce originale oppure contraffatta? Se viene effettivamente venduta merce contraffatta, allora è della massima importanza segnalarlo alla centrale d’annuncio responsabile.
  • Fate attenzione ai commercianti a voi sconosciuti che insistono sulla sola possibilità di pagamento anticipato. In questo modo pagate la merce prima che questa vi venga consegnata. I commercianti seri, invece, offrono sempre più possibilità di pagamento, come per esempio dietro fattura, oppure alla consegna, o tramite carta di credito o PayPal.
  • Nel sito online è presente un indirizzo di contatto del commerciante? In Svizzera, i fornitori di prestazioni mediante commercio elettronico conformemente all’art. 3 cpv. 1 lett. s LCSI sono tenuti ad indicare in modo chiaro e completo la loro identità e il loro indirizzo di contatto, incluso il loro indirizzo di posta elettronica. Se il sito non contiene un impressum con indirizzo postale, indirizzo e-mail e numero di telefono del fornitore, è segno che ci si trova in un falso shop online. Se il fornitore lavora con l’indirizzo e-mail di un provider gratuito, è forse il caso di dubitare della sua serietà.

Cosa posso fare (come cliente) in un caso sospetto di tratta degli esseri umani?

Servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne (FIZ)Il rivolge ai clienti consapevoli delle loro responsabilità le seguenti raccomandazioni.

  1. Mettete a disposizione il vostro cellulare! Date alla donna la possibilità di telefonare ad un centro di consulenza.
  2. Telefonate al Servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne (FIZ), allo 044 436 90 00. Le consulenti di questo servizio cercheranno di contattare la donna in questione e di parlare con lei, possibilmente nella sua lingua madre, a condizione che lo voglia.
  3. Date alla donna il numero di telefono del FIZ (044 436 90 00) et l’indirizzo del sito web. I testi sul sito sono disponibili in diverse lingue, fra cui anche l’ungherese, il rumeno e il thai.

Cosa si fa in Svizzera per aiutare le vittime della tratta di esseri umani?

Conformemente alla Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV), ogni persona la cui integrità fisica, psichica o sessuale è stata direttamente lesa a causa di un reato in Svizzera ha diritto all’aiuto e alla consulenza, indipendentemente dalla sua nazionalità e dal suo statuto di soggiorno. Di regola, le vittime della tratta di esseri umani hanno subito atti di violenza psichica e fisica e pertanto hanno il diritto di beneficiare di aiuto e consulenza. Le prestazioni di assistenza comprendono un insieme di misure adattate alla situazione della vittima, fra cui anche l’alloggio, l’accompagnamento e l’assistenza durante il periodo di soggiorno, come pure l’assistenza medica e legale. Dato che fra le vittime della tratta di esseri umani vi sono spesso persone traumatizzate, sovente è necessaria un’assistenza da parte di servizi specializzati in quest’ambito.

Visto poi che molte vittime soggiornano in Svizzera illegalmente, prima del rinvio coatto viene accordato loro un periodo di riflessione di almeno 30 giorni per permettere loro di riprendersi e decidere se sporgere o meno denuncia contro i trafficanti di esseri umani. Una volta scaduto il periodo di riflessione, è possibile rilasciare alla vittima un permesso di soggiorno per la durata dell’indagine e della procedura giudiziaria. Se sussistono poi motivi contro un rimpatrio nel paese d’origine, è possibile rilasciare alla vittima un permesso di soggiorno per un caso personale particolarmente grave. Inoltre, la Svizzera offre alle vittime un aiuto al rimpatrio.

Quali sono le cause all’origine della tratta di esseri umani?

Nel nostro mondo globalizzato, oggi è molto più facile scoprire come si vive in un altro paese o continente. Inoltre, siamo pure molto più mobili che in passato: vi sono collegamenti aerei con tutti i paesi del mondo e viaggiare costa molto meno. Di conseguenza, sempre più persone lasciano il loro paese d’origine e cercano la fortuna altrove. Vogliono sfuggire alla povertà, alla disoccupazione o alla mancanza di prospettive nel loro paese e sono attirate da paesi dove la domanda di manodopera a basso costo e non qualificata sembra essere grande.

Dato che molte nazioni dell’Europa occidentale hanno inasprito la loro politica in materia di asilo e rifugiati e che non è più così facile emigrare legalmente in questi paesi, certe persone ricorrono ad agenzie di intermediazione o intermediari apparentemente seri e altri manifestamente dubbi per venire legalmente o illegalmente in Europa occidentale. Molte di queste persone riescono anche ad arrivare da noi, ma poi qui sono sfruttate.

Perché è difficile intervenire contro la tratta di esseri umani?

La tratta di esseri umani è un commercio lucrativo che consente di realizzare profitti elevati. Vi sono molti criminali interessati ad arricchirsi con la tratta di esseri umani. Oltre agli elevati profitti che si realizzano con questa attività, il rischio di essere condannati è inoltre minimo da un lato perché si dispone solo di risorse limitate per avviare un’azione penale e assistere le vittime e dall’altro perché le prove assunte prima di andare a processo spesso non reggono. Quando poi si giunge ad una condanna, in Svizzera le pene inflitte sono meno gravi delle sanzioni comminate all’estero. Inoltre, la polizia dipende dalla collaborazione delle vittime e dei testimoni per poter indagare sui trafficanti di esseri umani e accusarli dei loro atti. Alcune vittime sono però talmente traumatizzate da non essere in grado di sostenere un processo in tribunale, oppure temono che gli autori si vendicheranno su di loro o sui loro parenti.

A chi possono rivolgersi le vittime della tratta di esseri umani?

Se vi è motivo di supporre che la vita di una vittima della tratta di esseri umani è gravemente minacciata, si deve informare al più presto la polizia, telefonando al 117. Per gli altri casi meno urgenti, esistono in Svizzera diverse organizzazioni di aiuto specializzate che si occupano delle vittime della tratta di esseri umani. Citiamo in questa sede per esempio il Servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne (FIZ) con sede a Zurigo oppure l’Association de soutien aux victimes de traite et d’exploitation Astree (Associazione di sostegno alle vittime della tratta e dello sfruttamento) con sede a Losanna. Le vittime ed i loro parenti possono anche rivolgersi ad un centro cantonale di consulenza alle vittime.

Perché la maggior parte delle vittime lavora nell’industria del sesso?

L’ambiente della prostituzione è molto interessante per le persone che vogliono trarre profitto dalla tratta di esseri umani, poiché i guadagni perseguiti possono essere molto alti, mentre il rischio di essere condannati è invece molto basso.

Si può parlare di sfruttamento, se in Svizzera la vittima guadagna di più che nel suo paese d’origine?

Sì! In generale, le vittime sfruttate ottengono regolarmente un a piccola somma di denaro per il loro lavoro e per questo motivo sembrano accettare l’attività che svolgono e con essa la situazione in cui si trovano. Secondo il Tribunale federale, tuttavia, i presupposti per il reato di tratta di esseri umani sono dati, se le vittime sono vulnerabili, e se tale vulnerabilità è sfruttata dagli autori. Sussiste una tale situazione di vulnerabilità se la vittima si trovava in condizioni economiche o sociali difficili nel suo paese d’origine. Se l’autore approfitta quindi di un evidente stato di necessità in cui si trovava la vittima nel suo paese d’origine, versandole un infimo compenso per renderla remissiva, sussiste sfruttamento a prescindere dall’eventuale consenso della vittima.

Desidero impegnarmi per lottare contro la tratta di esseri umani. Cosa posso fare?

Mettete al corrente la vostra cerchia di familiari, amici e conoscenti dell’esistenza della tratta di esseri umani e del traffico di migranti, e indicate loro dove possono informarsi su questi fenomeni. Sensibilizzateli nei confronti delle vittime e spiegate loro com’è opportuno agire in un caso sospetto.

Perché in Svizzera molte persone non sanno nulla o sanno solo molto poco dei trafficanti di esseri umani e delle loro attività illegali?

La tratta di esseri umani è praticata di nascosto e quindi risulta invisibile a molte persone. I trafficanti di esseri umani, come per esempio gestori di bordelli e protettori di persone forzate a prostituirsi, impiegano mezzi ingenti per dissimulare situazioni di sfruttamento e far credere che le vittime lavorano di loro spontanea volontà. Le minacciano e ricattano per far sì che non raccontino nulla della loro situazione ai lori clienti. Molte vittime di sfruttamento sessuale vivono inoltre in modo isolato e, a parte i clienti, non hanno contatti con nessuno nel “mondo esterno”. Lo stesso vale per il personale domestico sfruttato come manodopera. Queste persone non appaiono praticamente mai in pubblico, poiché in molti casi non possono neppure lasciare la casa in cui lavorano.

Il fatto di non scoprire casi di tratta di esseri umani in una città o in un cantone non significa che non vi siano trafficanti di esseri umani che operano in quell’area. Per individuare casi di tratta di esseri umani e identificare le vittime, occorre conoscere bene questa forma di criminalità. Solo specialisti appositamente formati possiedono le conoscenze necessarie per riconoscere indizi di sfruttamento di persone quando si eseguono controlli sul posto di lavoro. Tuttavia succede ripetutamente che anche persone non specializzate si accorgano dell’esistenza di persone sfruttate.

Esiste la tratta di esseri umani in Svizzera?

Sì! In questo contesto, la Svizzera non costituisce un’eccezione in Europa! Le autorità di perseguimento penale hanno già portato alla luce casi di tratta di esseri umani in tutte le regioni del nostro Paese.

Cosa fa la polizia nei (possibili) casi di truffa?

Chi casca nella trappola di truffatori e truffatrici non dovrebbe vergognarsi di informare la polizia. I truffatori e le truffatrici hanno un modus operandi in parte molto raffinato, ed ognuno può, in determinate circostanze, diventare una loro vittima. Anche se in molti casi di truffa è improbabile riuscire a recuperare il denaro pagato, si dovrebbe in ogni caso sporgere denuncia in polizia. Anche coloro che all’ultimo momento si rendono conto dell’inganno attuato da un truffatore o una truffatrice (p. es. il trucco del falso nipote), dovrebbero subito segnalare il caso in polizia. In questo modo la polizia può registrare in quali zone i truffatori e le truffatrici operano in un determinato momento e quali trucchi in particolare mettono in atto per truffare le loro vittime. Grazie a queste informazioni, i comandi di polizia cantonali e comunali possono fare una prevenzione mirata, mettere in guardia fasce di popolazione particolarmente a rischio e rafforzare la propria presenza in certi luoghi.