
Stalking
Lo stalking, rispettivamente il cyberstalking, definito come "atti persecutori" nel Codice penale svizzero, può condizionare notevolmente la vita delle persone che ne sono vittime. Spesso subiscono veri e propri atti di terrorismo psicologico che possono addirittura trasformarsi in aggressioni fisiche. Lo stalking può provocare nelle vittime gravi sofferenze psicologiche e portarle ad isolarsi socialmente.
Lo stalking è un fenomeno complesso, caratterizzato da forme e sfaccettature molto diverse fra loro. Se osservate singolarmente, le innumerevoli azioni degli/delle stalker spesso non raggiungono la soglia dell'illegalità. Questo spiega in parte perché le vittime non prendono subito coscienza del fenomeno e avviino un procedimento penale solo in un secondo tempo. Dal punto di vista della prevenzione è tuttavia importante riconoscere quanto prima lo stalking e adottare senza indugio le misure del caso.
Definizione
Il termine “stalking” deriva dal gergo venatorio inglese (to stalk) e significa letteralmente “braccare, avvicinarsi di soppiatto, stare alle calcagna”. Per estensione, lo stalking designa generalmente il “comportamento persecutorio e/o molesto intenzionale e perseverante” di una persona nei confronti di un’altra. La persona che persegue è detta stalker, mentre la persona presa di mira è la vittima di stalking. Lo stalking può minacciare e danneggiare direttamente, indirettamente o a lungo termine l’integrità fisica o psichica della persona oggetto di stalking e, eventualmente, dei suoi figli e familiari. Può inoltre favorire il suo isolamento sociale.
Tipiche azioni compiute da stalker
Lo stalking non è un modo di agire unico, ma si compone di diverse azioni combinate e ripetitive. I seguenti comportamenti possono rientrare in azioni catalogabili come stalking.
- Inviare comunicazioni non desiderate tramite lettere in quantità tali da diventare fastidiose.
- Effettuare continue telefonate ad ogni ora del giorno e della notte.
- Fare appostamenti, osservare o addirittura pedinare la persona presa di mira, nonché sorvegliare le sue abitudini quotidiane.
- Interrogare terzi e prendere contatto con la persona presa di mira tramite terzi.
- Rubare e leggere la corrispondenza della persona presa di mira.
- Fare false accuse, per esempio in polizia o presso il datore di lavoro.
- Effettuare ordinazioni e pubblicare inserzioni, come offerte di sesso o necrologi, a nome della vittima.
- Inviare regali indesiderati.
- Proferire insulti e minacce.
- Introdursi nell’abitazione della persona presa di mira.
- Danneggiare o rubare beni della persona presa di mira.
- Compiere aggressioni fisiche o sessuali.
Si parla di cyberstalking quando questo comportamento intrusivo utilizza Internet o i media elettronici. Si manifesta spesso attraverso i seguenti comportamenti:
- Inviare comunicazioni non desiderate via e-mail, SMS o messaggi tramite servizi di messaggistica online in quantità tali da diventare fastidiose.
- Spiare le attività online della persona presa di mira.
- Usare indebitamente i social media per danneggiare la persona presa di mira, per esempio creando falsi profili o pubblicando informazioni private in Internet.

Cause
Non esiste una risposta univoca in grado di spiegare i motivi che spingono lo/la stalker a comportarsi in questo modo. I motivi più frequenti all’origine dello stalking sono la vendetta, l’odio e la smania di protagonismo. In linea di principio, a mettere in atto lo stalking è una persona che rifiuta di accettare l’intenzione della o del partner di separarsi, che rifiuta di accettare di essere stata respinta da una persona con cui desidera instaurare una relazione intima (erotomania o delirio d’amore), che desidera vendicarsi per un (presunto) torto subito, ad esempio un licenziamento, nei confronti dei responsabili o che non riceve l’attenzione pubblica desiderata e spera così di ottenerla, almeno indirettamente, mettendo solitamente in atto lo stalking ai danni di una persona famosa.
Lo stalking è presente in tutti gli strati sociali e riguarda indistintamente uomini e donne, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Anche se non vi sono dati certi sul numero di persone oggetto di stalking in Svizzera, è indubbio che gli e le stalker provengono, nella maggior parte dei casi, dal contesto sociale della vittima. Inoltre, gli uomini che mettono in atto lo stalking ai danni delle donne sono nettamente più numerosi delle donne che fanno altrettanto nei confronti degli uomini.
Situazione giuridica
Dal 1° gennaio 2026, lo stalking è considerato un reato penale in Svizzera. Nel Codice penale (CP) è quindi stato inserito un nuovo articolo di legge (art. 181b) denominato “Atti persecutori”:
“Chiunque insistentemente segue, molesta o minaccia una persona in una maniera atta a limitarne considerevolmente il libero modo di vivere, è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.”
Gli “atti persecutori” costituiscono quindi un reato perseguibile a querela di parte. Chiunque si senta vittima di stalking può sporgere denuncia in polizia e ottenere in tal modo l’avvio di un’indagine nei confronti dello o della stalker.
Si possono adottare misure anche a livello di diritto civile (art. 28b e 28c CC).
Dato che molto spesso le persone vittime di stalking hanno o hanno avuto una relazione personale (rapporto di coppia o unione coniugale) con lo o la stalker, lo stalking può anche essere equiparato ad una forma di violenza domestica (cfr. a questo proposito l’opuscolo della PSC “Quando l’infelicità è di casa”). È opportuno inoltre menzionare in questa sede che alcuni dei fatti punibili già citati in precedenza come la minaccia, il furto con scasso, le lesioni personali e gli abusi sessuali, commessi dallo o dalla stalker, sono già di per sé dei reati perseguibili d’ufficio.
Cosa fa la polizia?
Anche se all’inizio del processo il comportamento di stalking può essere percepito come una sgradevole violazione della sfera privata, le azioni dello/a stalker, che in un primo tempo sembrano benevole, possono mutare rapidamente. Gli/Le stalker possono diventare pericolosi/e, poiché spesso soffrono di una percezione distorta della realtà e quindi interpretano il rifiuto espresso dalla loro vittima in modo errato oppure non lo percepiscono affatto.
Molti/e stalker lasciano la vittima tranquilla nel momento in cui intervengono le autorità. Prima la polizia impone limiti chiari, più gli/le stalker interromperanno i loro comportamenti e meno le vittime dovranno temere gravi conseguenze. Pertanto, non è consigliabile evitare di denunciare gli/le stalker alle autorità per paura di reazioni ancora peggiori da parte loro.
In caso di denuncia, la polizia inizierà in un primo tempo ad esaminare tutte le circostanze e a classificarle dal punto di vista penale. Se necessario, verrà attivato un piano di gestione delle minacce per individuare, valutare e allentare situazioni di pericolo e minaccia.
La polizia può interpellare lo o la stalker in quanto persona potenzialmente pericolosa e, se necessario, procedere al suo arresto provvisorio e disporre un divieto temporaneo di avvicinamento e contatto nei confronti della persona oggetto di stalking e dei suoi figli eventuali.
In caso di pericolo imminente, deve sempre chiamare la polizia al numero 117.

Cosa posso fare?

Cosa potete fare se siete una vittima?
- Dite una buona volta (!) allo o alla stalker, in modo chiaro ed inequivocabile, e preferibilmente in presenza di testimoni, che non volete più avere alcun tipo di contatto con lui o lei.
- Interrompete anche qualsiasi contatto digitale: assicuratevi di avere il controllo esclusivo sui vostri dispositivi, account e applicazioni. Se condividete degli account, modificate tutte le vostre password. Bloccate tutti i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail dello o della stalker. Disattivate la geolocalizzazione sul vostro dispositivo mobile e sulle vostre applicazioni. Controllate che tutti i vostri profili sui social network siano contrassegnati come privati e verificare l'elenco dei vostri contatti. Ulteriori informazioni utili sono disponibili qui (solo in tedesco).
- Continuate ad essere coerenti! Non date seguito, in nessun caso, ad ulteriori tentativi di contatto.
Se, malgrado tutto, lo stalking continua:
- Cercate aiuto. Rivolgetevi per esempio ad un consultorio per l'Aiuto alle vittime di reati che potrà fornirvi un sostegno in quest'ambito.
- Non esitate a sporgere denuncia. È fondamentale intervenire tempestivamente contro lo stalking. La polizia ha la possibilità di adottare misure immediate nei confronti dello o della stalker.
- Informate la vostra cerchia familiare, sociale e lavorativa in merito alla situazione. Renderla di pubblico dominio può avere un effetto protettivo.
- Tenete un "diario dello stalking". Documentate tutto ciò che lo o la stalker scrive, invia o fa, indicando data e ora. La raccolta di materiale probatorio vi consentirà di sostenere le vostre accuse nel caso di un eventuale procedimento penale. È possibile compilare un diario online utilizzando uno strumento sicuro Safe withyou.
- In caso di pericolo imminente o minaccia concreta, chiamate sempre la polizia al 117, il numero d’emergenza!

Cosa potete fare come parenti?
- Non intervenite! La situazione delicata può acuirsi non solo per le azioni sconsiderate della vittima, bensì anche a causa del modo di agire dei familiari. I parenti dovrebbero evitare di affrontare lo/la stalker o di fungere da mediatori fra lo/la stalker e la vittima. La protezione della vittima ha la priorità assoluta. In generale è quindi meglio interrompere ogni contatto con lo/la stalker. Si dovrebbe inoltre dare importanza alla sfera privata della vittima. Spesso gli/le stalker cercano di ottenere da parenti e amici informazioni sulla vittima. Se conversazioni di questo tipo non vengono bloccate sistematicamente, si potrebbe preparare il terreno per ulteriori azioni.
- Sostenete la vittima! Il compito principale dei parenti è proprio quello di sostenere la vittima. Molte vittime si sentono inermi a causa delle azioni di stalking e perdono rapidamente la fiducia in loro stesse e di conseguenza si isolano socialmente. Le persone vicine dovrebbero fare in modo che ciò non accada, cercando il contatto con la vittima e sostenendola nello svolgimento delle sue attività professionali e di svago abituali. Se le vittime esprimono la necessità di avere un dialogo aperto, i parenti dovrebbero ascoltare con attenzione senza mettere in dubbio i racconti della vittima. Spesso, le vittime di stalking soffrono per la mancanza di comprensione da parte delle persone che le circondano. Inoltre, parenti e amici possono aiutare le vittime a compiere il passo, spesso difficile, di recarsi in polizia o di rivolgersi ad un consultorio per vittime di reati. Scrivere insieme nel "diario dello stalking", come un rituale settimanale, facilita alle vittime il compito di aggiornare sistematicamente questo documento e spesso semplifica l'avvio di un dialogo aperto.
Stalking
Quadro giuridico – Contromisure – Offerte d’aiuto
Il pieghevole di quattro pagine spiega alle vittime con quali strategie e azioni concrete possano difendersi al meglio dagli/dalle stalker. Fornisce informazioni sulla situazione giuridica, sui provvedimenti della polizia e su organizzazioni che forniscono consulenza alle vittime.
Offerte di consulenza e aiuto
Troverete gli indirizzi dei consultori cantonali per l’Aiuto alle vittime di reati nel sito seguente: www.aiuto-alle-vittime.ch. La consulenza è gratuita, confidenziale e, su richiesta, anche anonima. Le informazioni sono disponibili in diverse lingue.
Se lo stalking si verifica a seguito della rottura di un rapporto di coppia, le donne in situazioni di emergenza possono trovare protezione temporanea presso una casa per donne: www.frauenhaeuser.ch.
Anche per gli uomini esiste in Svizzera una casa che offre protezione: www.zwuschehalt.ch (sito solo in tedesco).
L’Organizzazione mantello svizzera per la prevenzione della violenza solvio fornisce indirizzi di consultori che aiutano le persone violente: www.solvio.ch (sito solo in tedesco e francese).


